La serata è partita con il botto. Fiorello, che tutti conoscono. Fiorello che sa tenere un palco, come nessuno mai, si presenta in veste di prete. Ed è subito confusione e meraviglia. Perché mai dovrebbe presentare Amadeus e Sanremo in quelle vesti? Svelato il mistero molto velocemente, è un omaggio a Don Matteo, una delle fiction più famose in tutta Italia.
Cos’è che unisce gli italiani? L’arte. E nell’arte sono comprese l’espressività di una serie tv come può esserlo Don Matteo, e ancor di più l’arte della musica. Ed ecco che quindi Fiorello dà il via ad Amadeus e insieme loro due ironicamente, divertendo il pubblico, mandano in onda il Sanremo 2020.
Il tutto parte con le Giovani Proposte. Come sempre una novità alquanto sorprendente.
Eugenioinviadigioia, un gruppo di quattro giovani uomini. Vestiti in maniera davvero particolare, come marinai, cantano “Tsunami”.
Un gruppo indie alquanto appariscente ma che fa faville. Tanto da arrivare quasi alla pari con la concorrente con la quale competono. Tecla, si chiama la donna che porta “8 marzo” . Una voce delicata, ma un testo forte che raggiunge il cuore e l’anima delle persone. Ed è lei a vincere la prima trance.
Fadi e Leo Gassman sono gli altri due concorrenti. Due canzoni dal testo poetico “Due noi” e “Vai bene così”. Entrambe ballate di un amore. Un amore che non sempre è solo una relazione, ma anche amicizia, ma anche cura di sé stesso – come canta Leo Gassman che incoraggia nel credere in sé stessi. Questa è una pura forma d’amore. Ed è proprio Leo a vincere la seconda trance, andando così in semifinale.
Ed ora passiamo ai BIG.
Tra vestiti sgargianti ed eleganti e Tiziano Ferro che dipinge il cielo di blu ecco che inizia la gara dei grandi cantanti. Irene Grandi è la prima a scender le eleganti scale dell’Ariston e a scaldare il palco con grande forza, perché lei di questo è fatta: un tornado in piena regola con “Finalmente io” . E poi è la volta di Marco Masini e il suo pianoforte. Un testo forte “il confronto”, un esame su sé stessi.
Dopo quarantotto anni dall’ultima volta ecco che a scender le scale del Teatro è Rita Pavone con un brano scritto dal figlio: “Niente”. Inaspettata, esplode sul palco come una bomba.
Ma il vero scalpore l’ha fatto Achille Lauro, che nella sua straordinarietà ha rotto ogni schema della società solo per il suo modo di vestire e come dice la sua stessa canzone “Me ne frego”.
Ad interrompere la forza di Achille Lauro è Diodato con la dolcezza della sua voce. “Fai rumore”, una canzone che di rumoroso non ha nulla perché entra silenziosa nel corpo e scorre nel sangue come un succo delicato. Un amore perduto, in cui tutti si potrebbero riconoscere.
E lo stesso fanno Le Vibrazioni. “Dov’è?”, il titolo dell’inedito. Una ballata sulla vita, accompagnata da un linguaggio dei segni armonioso e commovente.
Ad intervallare questa prima parte della gara sono Albano e Romina. Una corsa indietro nel tempo con un mash-up delle loro canzoni e l’inedito scritto da Malgioglio e Romina Power, presentati dalla loro stessa figlia, dopo venticinque anni.
Look casual- moderno entra in scena Anastasio. “Rosso di rabbia” è il suo brano. Colmo di quella rabbia che permette al cantante di spaccare l’Ariston, perché le parole sono le sue sole armi e lui sa come usarle.
E di nuovo un intervallo in viaggio nel tempo. Questa volta è di nuovo Tiziano Ferro a regalare qualcosa di unico, qualcosa di magico, qualcosa per il quale si sono versate lacrime perché i cantanti che cantano di cuore e piangono emozionati per questo sono pochi. Con “Almeno tu nell’Universo” si omaggia Mia Martini per aver regalato emozioni più uniche che rare e soprattutto Tiziano Ferro per il significato dell’amore, quello puro, quello vero. Perché l’amore è amore in tutte le sue forme. Perché l’arte è amore reso pubblico (cit. Sense8) ed è così che funzione la musica.
Emozionante anche il monologo di Diletta Leotta e l’elogio alla nonna, grande donna come sono tutte le nonne per le proprie nipoti.
Presentato subito dopo è il cast de “Gli anni più belli” di Gabriele Muccino. Un monologo emotivamente forte accompagna la presentazione del film.
Ma è il monologo di Rula Jebreal a spezzare le anime di chiunque presente in sala esponendo il mondo in cui si vive, le paure che circondano, ma allo stesso tempo bisogna ricordarsi che c’è sempre qualcuno pronto ad aiutare e ad ascoltare, perché “(…) guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te (…)”.
Dopo le lacrime di commozione ecco che si riprende la gara in grande stile con la bella Elodie. “Andromeda”, un titolo dal nome importante come la voce stessa della donna uscita da Amici nel 2015.
Ed è sincera la canzone di Bugo e Morgan con le loro voci rockettare, così come dice il titolo del loro brano. La sincerità di un rapporto come quello tra due amici, come è stato anche definito da Bugo e Morgan.
Emma, già presentata durante la presentazione del film di Gabriele Muccino, viene richiamata sul palco per cantare “Non è l’inferno”, brano con il quale ha vinto Sanremo 2012. Una donna coraggiosa, ed è la musica a darle la forza per far ogni cosa.
Alberto Urso, decimo concorrente, ci regala con voce magnifica e potente, una canzone angelica. Un brano che racconta di una guida, un faro costante, una luce che supporta, ed è un amore potente questo in cui ognuno ritrova un pezzo di sé stesso.
E così si avvicina la fine della prima serata con l’undicesimo concorrente, Riki, altro partecipante di Amici 2017. “Lo sappiamo entrambi”, una storia d’amore che sembra esser giunta alla fine.
La musica è portatrice di messaggi, come si può notare da ogni brano ascoltato questa sera.
La musica è arte.
La musica è sfogo di sentimenti che in altri momenti non si riescono ad esporre.
La musica è anche denuncia, è un passaggio di voce, è un modo di farsi ascoltare.
E questo ce lo insegnano anche Antonio Maggio e Jessica Notaro.
Ultimo, ma non per importanza l’ultimo concorrente di questa prima puntata di Sanremo:
Raphael Gualazzi. Tira aria di blues e jazz, mescolato a musica latina ed esotica, ed è così che il cantante presenta il brano “Carioca”.
La serata termina in presenza di Amadeus, Diletta Leotta, Fiorello e Rula Jebreal che, partendo dal dodicesimo posto, scorrono la prima classifica parziale del 70° festival di Sanremo:
12. Bugo e Morgan;
11. Riki;
10. Rita Pavone;
09. Achille Lauro;
08. Anastasio;
07. Raphael Gualazzi;
06. Alberto Urso;
05. Marco Masini;
04. Irene Grandi;
03. Diodato;
02. Elodie;
01. Le Vibrazioni.
E voi, che ne pensate di questa prima classifica?
